Langhe occidentali: l’Altra Langa dal Dolcetto al Nebbiolo

Le zone di Clavesana, Dogliani, Farigliano e dintorni sono storicamente Langhe Monregalesi per il rapporto sociale con la città di Mondovi a cui si rivolgono come ad una piccola capitale. Oggi ci sono fattori che fanno guardare loro anche verso l’albese e verso tutta l’area collinare che è stata insignita della tutela Unesco. In questo senso possiamo allora definirle Langhe occidentali, terre di tradizione ma anche di nuova scoperta. Mi ha detto un amico che se c’è la” Langa” e l’ ”Alta langa” quella monregalese è l’ ”Altra langa” ,colline dove lo spirito rurale resta ancora forte e l’invasione del turismo internazionale non ha ancora segnato la vita dei paesi. Le vigne si susseguono intramezzate dai boschi ,dai campi e dai prati per l’allevamento bovino, da grano ed orzo . A monte si sale verso l’Alta langa di Murazzano mentre a valle le colline si affacciano direttamente sulla pianura cuneese . Sullo sfondo la catena delle Alpi appare davvero vicina partendo dal colle di Cadibona che le divide dagli Appennini fino al gruppo del Monte Rosa e oltre. In centro campeggia il Monviso con la sua forma resa ben nota dal logo della “Paramount Pictures” ideato da un Cuneese ad Hollywood . Per tanto tempo ,direi proprio per secoli ,la viticoltura della zona si è basata sullo scambio con gli allevatori della pianura che in autunno acquistavano le uve Dolcetto per produrre il loro vino salendo direttamente verso le cascine . Il Dolcetto è un vitigno che va di pari passo con la cultura rurale della zona ,ha caratteristiche enologiche piacevoli per essere il vino quotidiano ed è di grande adattabilità maturando precocemente. Le cantine private o cooperative che lo hanno migliorato e proposto in bottiglia hanno oggi un buon mercato nel nord ovest d’Italia e altrove ma i numeri si stanno riducendo nel contesto commerciale internazionale in cui è necessario muoversi. La valorizzazione dei vini tramite le Dop ( Denominazione di Origine Protetta) che in Italia mantengono ancora i nomi di Doc e Docg ha portato al lancio del Dogliani docg che è Dolcetto in purezza e del Langhe Dolcetto che può prevedere fino al 15% di altro vitigno. Quando abbiamo un vino importante per struttura,gradazione e maggior invecchiamento è prevista la categoria Dogliani Superiore docg su cui si esprime la Tenuta Garino . Da qualche anno però sono iniziati processi di rinnovamento con l’inserimento del vitigno Nebbiolo che può produrre qui il Langhe Nebbiolo doc. Anche grazie a situazioni climatiche diverse e migliori il Nebbiolo sta trovando posizioni valide e dimostrando di potersi esprimere al meglio se piantato sulle marne bianche simili a quelle delle langhe albesi che non mancano. Il Pinot Nero e lo Chardonnay sono entrati nel panorama viticolo per essere la base dello spumante Alta Langa docg che sta espandendo la sua base ampelografica e commerciale. Le richieste in crescita di vini bianchi hanno portato all’impianto di diversi vitigni ma la mancanza della doc per l’arneis che qui non fu prevista ha aperto a nuove esperienze con favorita ,viognier,nascetta ,lo stesso chardonnay e addirittura con il Riesling che ha dato ottimi risultati ed è proposto già da alcune aziende di pregio. Il vitigno Barbera era coltivato tradizionalmente in posizioni meno favorevoli e quindi non ha mai avuto grande importanza ma può dare oggi vini piacevoli e gradevolmente fruttati che si fregiano della doc Langhe Barbera ma è in corso una richiesta per ampliare la zona del Barbera d’Alba che potrebbe ridisegnare una funzione importante a questo vitigno nelle langhe occidentali.

Tenuta garino

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